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Revisione parziale della Legge federale sulla pianificazione del territorio e Iniziativa federale per il paesaggio

Dieci punti per la pianificazione del territorio

 

La pianificazione del territorio è chiamata a rispondere a sfide importanti. Da decenni, l’espansione disordinata dell’abitato procede a ritmo serrato. Si continua a costruire anche fuori dalle zone edificabili più di quanto si sia fatto in precedenza, a prescindere da tutte le disposizioni legali vigenti. La pianificazione confinata all’interno delle frontiere nazionali, cantonali e comunali non corrisponde più allo sviluppo effettivo dell’urbanizzazione. Il mandato costituzionale di usare con parsimonia e in modo appropriato una risorsa limitata come il suolo, concretizzatosi nel 1980 con il varo della Legge federale sulla pianificazione del territorio (LPT) per arginare il boom edilizio degli anni Sessanta e Settanta, è stato disatteso. Dovendo immaginarsi che l’incremento demografico e la crescita economica continueranno di buon passo, è doveroso ripensare la legislazione sulla pianificazione del territorio al fine di evitare un deterioramento ancor più marcato dell’ambiente che consegneremo alle generazioni future.

In quest’ottica, l’Heimatschutz Svizzera ha lanciato nell’estate 2007 con altre organizzazioni ambientaliste l’Iniziativa per il paesaggio, le cui firme sono state consegnate un anno dopo. L’iniziativa chiede che la Confederazione disponga di maggiori competenze in materia di pianificazione del territorio e una moratoria di vent’anni sull’estensione delle zone edificabili per favorire l’utilizzazione delle cospicue riserve offerte dalle zone edificabili esistenti.

A fine 2008, il Consiglio federale ha presentato un progetto di Legge sullo sviluppo territoriale (LSTe), successivamente ritirato perché troppo controverso. Nel settembre 2010, il Consiglio degli Stati ha votato la revisione parziale della LPT quale controprogetto all’Iniziativa per il paesaggio. Il Consiglio nazionale si esprimerà in merito nella primavera 2011.

L’Heimatschutz Svizzera ha una visione chiara di come l’urbanizzazione del nostro paese dovrà procedere e l’ha esposta in una presa di posizione riassunta in dieci punti.

1. Arginare l’espansione disordinata degli insediamenti
Le conseguenze nefaste dell’impiego prodigo del suolo sono sotto gli occhi di tutti. Lo scopo supremo dev’essere l’introduzione di provvedimenti efficaci contro l’edificazione dispersiva e a favore di un’utilizzazione parsimoniosa e appropriata del suolo.

2. Ridurre le zone edificabili sovraddimensionate
Quasi il 70 per cento dei Comuni hanno zone edificabili sovraddimensionate. Sarebbe bene introdurre l’obbligo di ridurle.

3. Prelevare il plusvalore risultante dalle misure pianificatorie
Un cambiamento di destinazione può far lievitare il valore di un fondo dal 10 al 100 percento. Queste plusvalenze risultano da decisioni politiche e dovrebbero in buona parte tornare a vantaggio dei contribuenti che finanziano le opere di urbanizzazione.

4. Integrare la nozione di bene architettonico
Una buona gestione del suolo, del paesaggio, dell’aspetto dell’abitato e delle costruzioni va ben oltre una mera considerazione economica, implica anche il benessere dell’Uomo. Risulta dunque sensato ancorare la nozione di patrimonio architettonico negli scopi generali della legislazione.

5. Proteggere i siti caratteristici e i monumenti
L’aspetto e i monumenti sono gli elementi che compongono la specificità di un luogo. Sono fattori identitari che fanno nascere un sentimento di appartenenza, rappresentano gli elementi caratteristici delle nostre città e dei nostri villaggi. L’Inventario degli insediamenti svizzeri da proteggere dev’essere obbligatoriamente menzionato negli obiettivi generale dell’urbanizzazione.

6. Limitare la costruzione di residenze secondarie
In diverse regioni turistiche, la proporzione di residenze secondarie ha superato ogni limite tollerabile. Gli inconvenienti sono più che mai palesi: la base stessa del turismo – gli stupendi paesaggi di dette regioni – sono deturpati. Occorre porre un freno efficace alla proliferazione delle residenze secondarie.

7. Pianificare su scala funzionale
Le zone edificate tendono a espandersi senza tener conto dei confini comunali e cantonali. Più che i confini politici, la futura pianificazione dovrà considerare gli spazi in base alla loro funzione.

8. Proteggere il paesaggio
I paesaggi incontaminati sono praticamente scomparsi, vittime dell’edificazione dilagante. Le zone non edificabili devono fondamentalmente essere mantenute libere da fabbricati. Le regole che disciplinano le costruzioni fuori dalle zone edificabili vanno semplificate ma non annacquate. Chiunque costruisca fuori dalle zone edificabili deve contribuire alla salvaguardia del paesaggio volgendosi a una cultura architettonica qualitativamente elevata.

9. Accordare maggiori competenze alla Confederazione
In materia di definizione e di messa in atto della pianificazione del territorio, la Confederazione è un attore debole. Mancano in generale le competenze necessarie per tutelare gli interessi nazionali in questo campo. Occorre che la pianificazione introduca un atteggiamento diverso dal «fare quel che ognuno vuole».

10. Rafforzare l’applicazione della legge
L’introduzione di un diritto di ricorso delle organizzazioni ambientaliste in campo pianificatorio contribuirebbe a rafforzare l’applicazione, sovente deficitaria, della legislazione vigente.

 

Il documento completo in francese e tedesco è consultabile e scaricabile dal sito www.heimatschutz.ch o www.patrimoinesuisse.ch/politique:

> Positionspapier: Raumplanung vor grossen Herausforderungen

> Prise de position: L'aménagement du territoire face à de grands défis 

 

Maggiori informazioni

Trovate maggiori informazioni sull'Heimatschutz Svizzera nelle pagine in tedesco e francese del sito:  

 

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